lunedì 6 aprile 2020

La solidarietà fa bene a noi e agli altri

Marta Tibaldi
La solidarietà fa bene a noi e agli altri  
La motivazione alla solidarietà non è certamente quella raccontata dalla vignetta, anche se vi possiamo riconoscere pur sempre un suo effetto: la solidarietà è piuttosto un aspetto della natura umana, che può crescere e rinforzarsi nel corso del tempo, ma può anche indebolirsi e spegnersi, così come avviene per l'empatia, che della solidarietà è la base emotiva. 
All'opposto della solidarietà troviamo la crudeltà umana che, non riconoscendo la nostra comune appartenenza, de-umanizza le persone, trasformandole in oggetti. Si tratta di ciò che Simon Baron-Cohen chiama "erosione empatica", un atteggiamento mentale che non prevede né il "tu", né il "noi", ma si esaurisce nell'orizzonte dell' "io" (La scienza del male, Cortina, 2012). 
Eppure empatia e solidarietà sono risorse psichiche e sociali importantissime, specialmente in un tempo di trauma globale come quello che stiamo vivendo: la loro pratica, all'opposto degli atteggiamenti aggressivi e competitivi, portano benessere a noi e agli altri e sono scelte dirimenti per il nostro futuro: "Siamo ormai prossimi - o già arrivati - a un bivio lungo il cammino verso i nostri possibili futuri: una strada porta al benessere fondato sulla collaborazione, un'altra all'estinzione collettiva." (Baumann, Stranieri alle porte, Laterza, 2018 ). In quale direzione vogliamo andare?

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domenica 29 marzo 2020

"Volevo fare il paziente": uno spazio di parola per psicoterapeuti

Marta Tibaldi
"Volevo fare il paziente"
ovvero 
Uno spazio di parola 
per psicoterapeuti che, in una situazione di di trauma globale, oltre a svolgere il ruolo di caregivers, si interrogano e si prendono cura anche della proprie esigenze psicologiche


"Volevo fare il paziente" sono le parole con cui termina il film di Massimiliano Russo Transfert (2017). Si tratta della storia di Stefano, un giovane psicoterapeuta con alle spalle una storia infantile difficile: è il figlio di una madre con problemi emotivi, che ha sempre coinvolto il figlio nelle proprie esperienze psicoterapeutiche e che ha immaginato per lui un futuro da psicoterapeuta. 
Nel film Stefano, ormai avviato professionista, si trova esposto a una serie di dinamiche psichiche che gli provocano un crollo emotivo, ma che nello stesso tempo gli permettono di dare parole a un proprio bisogno inespresso: "Volevo fare il paziente".


***
A parte i molti aspetti discutibili del film, racconto questa storia per certi versi paradossale, perché oggi sia i pazienti che gli psicoterapeuti stanno vivendo una situazione inconsueta: un trauma globale che coinvolge in presa diretta anche chi si prende cura degli altri. Sebbene come psicoterapeuti disponiamo delle risorse che ci aiutano a fare fronte al trauma, in una situazione di sovraesposizione emotiva come quella attuale, ritengo sano e utile creare un luogo di parola anche per i nostri bisogni psicologici, per poterci prendere cura degli altri senza dimenticarci di noi.



"Volevo fare il paziente" è 
un gruppo Facebook
ideato e amministrato da
Marta Tibaldi 

https://youtu.be/c8rP_qN6PXQ

Per iscrizioni: info@martatibaldi.com


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