C.G. Jung's Analytical Psychology between Italy and China - Dr. Marta Tibaldi Professional Profile and Publications

mercoledì 26 novembre 2014

Il maestro Huang Yongyu e il diario d'artista scritto e dipinto sulle vie d'Europa

(artvalue.com)

Marta Tibaldi
Il maestro Huang Yongyu e il diario d'artista scritto e dipinto sulle vie d'Europa

Giovedì 27 novembre, alle ore 17.00 il Museo Nazionale d'Arte Orientale (MNAO) "Giuseppe Tucci" festeggerà il Maestro Huang Yongyu, che è in Italia per il suo novantesimo compleanno.Questo eccezionale e poliedrico artista è considerato uno dei maggiori artisti cinesi viventi e un innovatore nella tecnica pittorica cinese a inchiostro.

Nato nel 1924 in Cina, nella provincia dello Hunan, Huang Yongyu ha ottenuto numerosissimi riconoscimenti internazionali quali il premio Lifetime Achievements in Arts and Culture (2005), il premio speciale dell'ONU (2005), l' Olympic Art Prize (2008), l' Honorable Achievements in Arts (2006). Nel 2004 l'allora Presidente italiano Carlo Azeglio Ciampi gli ha conferito il titolo di Commendatore dell'Ordine della Stella della Solidarietà Italiana.

(artemide-edizioni.it)

In occasione del novantesimo compleanno,  l'Italia ha deciso di onorarlo con la presentazione del volume Dal Lungo Senna a Firenze. Diario d’artista scritto e dipinto sulle vie d’Europa (Artemide Edizioni, 2014), il racconto del soggiorno di Huang Yongyu  a Parigi e a Firenze negli anni 1990 e 1991. Il diario, pubblicato dapprima a Hong Kong e a Pechino, è la testimonianza dell'intensa attività di artista, scrittore e viaggiatore di Huang Yongyu.

Il diario e l'opera dell'artista saranno presentati e commentati da Francesco di Gennaro, Soprintendente del Museo Nazionale d'arte orientale "Giuseppe Tucci", dallo storico dell'arte Claudio Strinati, da Roberto Venuti dell'Università di Siena, da Chen Baoshun e Maria Omodeo, curatori della versione italiana del testo Dal Lungo Senna a Firenze. Diario d'artista scritto e dipinto sulle vie d'Europa. Sarà presente l'autore. 


(china.org.cn)
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Marta Tibaldi, Profilo professionale e pubblicazioni

domenica 23 novembre 2014

Andrew Samuels, la psicologia junghiana e la politica

(iarpp.net)


Marta Tibaldi
Andrew Samuels, la psicologia junghiana e la politica

Quali sono le sfide professionali e politiche con le quali si confrontano attualmente gli psicologi analisti junghiani? Quali sono i doveri sociali e politici che abbiamo come analisti del profondo e come cittadini? In che modo gli psicologi analisti junghiani possono contribuire alla soluzione dell'attuale crisi mondiale?

Queste alcune delle questioni poste da Andrew Samuels nella conferenza Psicologia analitica e politica: le tre grandi sfide del nostro tempo, che si è tenuta il 22 novembre 2014 nella sede romana dell'Associazione Italiana di Psicologia Analitica (AIPA) di Roma.

Andrew Samuels è Professore di Psicologia Analitica presso l'Università di Essex, Visiting Professor di Studi Psicoanalitici presso il Goldsmith College dell'Università di Londra e Analista junghiano e Supervisore dell'International Association for Analytical Psychology (IAAP) a Londra. Autore di numerosissimi scritti, tradotti in tutto il mondo (tra i titoli italiani: Il padre, Borla 1991; Psicopatologia, Red 1996; La psiche politica, Moretti & Vitali, 1999; Jung e i neo-junghiani, Borla 2000), nella sua conferenza romana Samuels si è soffermato in particolare sull'ipotesi del collasso della professione analitica nel mondo e sulle diverse risposte che gli analisti junghiani tendono a dare a questa crisi; sui rapporti che Jung ebbe con la politica e su alcuni punti controversi di questo rapporto, sul contributo fattivo che gli analisti junghiani possono dare alla politica in termini, ad esempio, di responsabilità sociale.

Grazie ad alcune esercitazioni pratiche, nel corso della presentazione i partecipanti hanno avuto la possibilità di confrontarsi, anche in prima persona, con il ruolo che la dimensione politica svolge nella propria sfera individuale, professionale, sociale e di genere.

(amazon.it)


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Marta Tibaldi, Profilo professionale e pubblicazioni

domenica 9 novembre 2014

Taoist Tai Chi by Master Moy Lin Shin

(foto inforvip.es)

Marta Tibaldi
 Taoist Tai Chi by Master Moy Lin Shin

Tai Chi is an old Chinese martial art and a form of meditation in movement that can be practiced in many different ways and different styles. Among them, the 108 form -Yang style by Master Moy Lin Shin deserves a mention.

In 1970 Master Moy Lin Shin established the International Taoist Tai Chi Society in Canada, where the 108 form -Yang style was performed, resulting from the integration between different taoist traditions and the martial practice of Tai Chi. Differing from the Chen style, which was previous to the Yang one, the 108 form is characterized by a delicacy in movement that aims at the healthy aspects of Tai Chi.

The International Taoist Tai Chi Society and the Associazione Tai Chi Taoista Italia  -  the second was established in Firenze in 1993 - share some interesting ethical principles: practictioners do not practice for competitive reasons but to cultivate their and others body-mind wellbeing; they commit themselves to improve their practice and the knowledge of Tai Chi before teaching them to others; they share the knowledge and practice of Tai Chi on a voluntary basis and for free. All these elements, the characteristic 108 form and its practice as an internal art, define, among others, the specificity of the Taoist Tai Chi by Master Moy Lin Shin.

(foto video.repubblica.it)


A peculiar aspect of the confrontation with the unconscious proposed by C.G. Jung's analytical psychology is "to take an ethical stand" toward the psychic reality and the individuation process. The ethical stand is the element that characterizes the fourth step of the Jungian method of active imagination (M. Tibaldi, Pratica dell'immaginazione attiva, La Lepre, Roma 2010) and it links together and integrates different aspects and phases in the psychological path of the individuation, in what Jung calls the realizazion of Self.

The Taoist Tai Chi by Master  Moy Lin Shin, its internal-alchemical path of transformation  (cfr. E. Wong, Taoism. An Essential Guide, Shambala Publications, Boston 1997, pp. 5-6) and its ethical stand make this practice a tool of awarness and integration of the body-mind, perfectly matching the Jungian process of individuation.  


 (foto whotalking.com)


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Il Tai Chi taoista del Maestro Moy Lin Shin



(foto inforvip.es)

Marta Tibaldi
Il Tao Chi Taoista del Maestro Moy Lin Shin



Il Tai Chi, antica arte marziale cinese e forma di meditazione in movimento, può essere praticata in modi e stili diversi. Tra questi, la forma 108 stile Yang del Maestro Moy Lin Shin merita una menzione particolare.

Fondatore nel 1970 dell'International Taoist Tai Chi Society,  il Maestro Moy Lin Shin ha sviluppato la "forma dei 108 movimenti dello stile Yang", quale risultato dell'integrazione di diverse tradizioni taoiste con la pratica marziale del Tai Chi. Lo stile Yang, a differenza dello stile Chen, che lo precede storicamente, si caratterizza per una maggiore dolcezza nei movimenti e per la valorizzazione degli aspetti salutari rispetto a quelli marziali.

Alla  base dell'International Taoist Tai Chi Society e dell'Associazione Tai Chi Taoista Italia, sorta a Firenze nel 1993, vi sono alcuni interessanti principi etici: coloro che praticano il Tai Chi non lo fanno per motivi competitivi ma per coltivare il benessere psico-fisico proprio e altrui; si impegnano a migliorare la propria pratica e la conoscenza del Tai Chi prima di insegnarla ad altri; condividono la conoscenza e pratica del Tai Chi in modo volontario e senza alcun fine di lucro. Questi elementi, la specificità della forma 108, la pratica come arte interna per la salute definiscono, tra l'altro, il Tai Chi taoista del Maestro Moy Lin Shin.

(foto video.repubblica.it)


Uno degli elementi che caratterizza il confronto con l'inconscio proposto dalla psicologia analitica di Carl Gustav Jung è la "presa di posizione etica". Con queste parole Jung intende la capacità dell'analizzando di assumere una posizione responsabile nei confronti della realtà psichica e del processo d'individuazione. La "presa di posizione etica" è il filo rosso che tiene insieme le diverse fasi del percorso di integrazione della personalità conscia e inconscia e la realizzazione della personalità totale.

Il Tai Chi taoista del Maestro Moy Lin Shin, il suo dare forma a un percorso di trasformazione interno-alchemico (cfr. E. Wong, Taoism. An Essential Guide, Shambala Publications, Boston 1997, pp. 5-6) e la sua connotazione etica ne fanno uno strumento di presa di coscienza e di integrazione della realtà corpo-mente che si correla perfettamente con il percorso individuativo junghiano.


 (foto whotalking.com)


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